The past becomes an investment

Il passato che fa investimento

Il lampadario Barovier&Toso a 20mila euro in asta. Le sedie Singer di Gio Ponti stimate tra gli 8 e i 12mila.

Un orologio Patek Philippe a 30mila. Ma anche la moneta in oro da 5 sterline, coniata nel 1839 per celebrare l’inizio del regno della regina Vittoria, battuta a Montecarlo per 1.148.000 dollari.

Sono solo alcuni degli esempi di investimenti nell’ambito di antiquariato, modernariato e collezionismo.

Un mondo che bisogna conoscere per poter fare dei veri affari: “Il mio consiglio è di affidarsi sempre ai professionisti del settore, sia che si tratti di mobili, oggettistica, accessori, sia che si tratti di vero e proprio collezionismo”, suggerisce Ivan Tresoldi, milanese, già titolare di un negozio specializzato.

“Stiamo parlando di un livello superiore, non certo del pezzo, per quanto raro e di valore, trovato sulla bancarella del mercatino della domenica.

Per fare un vero investimento, dunque, è meglio rivolgersi ai negozi di antiquariato e modernariato rinomati o alle aste specializzate che si tengono in Italia o sui mercati internazionali”, aggiunge l’esperto.

Come orientarsi, dunque, per acquistare un pezzo di valore che dura nel tempo? “Innanzitutto, è bene capire oggi come va il mercato: la quadreria antica, sette-ottocentesca, ad esempio, piace di più ai grandi investitori esteri dei mercati emergenti.

L’arte orientale, invece, che può raggiungere quotazioni notevoli, è soprattutto ricercata dai buyer cinesi o anche negli Stati Uniti, dove piace forse più che in Europa – sintetizza Tresoldi –. Però, nei Paesi del nord del nostro continente i gusti sono diversi, rispetto all’area mediterranea, e già in Svizzera, ad esempio, l’arte orientale o africana antica viene molto più apprezzata”.

Diverso il discorso per il gusto italiano: “Siamo in una fase in cui piace l’arte moderna, quindi i grandi artisti del Novecento: Guttuso, Piero Manzoni, ma anche Alberto Burri, sono sempre degli investimenti.

Acquistare un Giorgio Morandi, il cui valore parte da 5mila e può arrivare a opere da 30mila euro, è sempre un affare. E cito alcuni dei più conosciuti. Ma se abbiamo le pareti di casa già occupate, si può puntare sui vasi di Murano degli anni Trenta, che partono in asta da 20mila euro. Perché avere in casa un Venini o piuttosto un Gallé è sempre prestigioso”, suggerisce l’esperto.

Diverso il discorso per quanto riguarda il collezionismo in senso stretto: “Gli orologi, alcuni dei quali sono dei veri e propri status symbol, si possono indossare come accessorio, ovviamente. Ma c’è tutta una serie di altri oggetti che rappresentano ancora oggi un buon investimento: penso ai libri antichi, che piacciono a molti, oppure alle più classiche monete, alcune delle quali veramente rare e in metallo prezioso, quindi con doppio valore, da collezione e da investimento, appunto. E per i veri intenditori, la cosiddetta storia postale: ci sono buste affrancate e viaggiate nel 1800 che, per i valori, per i timbri, per la data in cui sono state spedite, possono raggiungere in asta cifre tra i 4 e i 5mila euro, ma arrivano anche a svariate decine di migliaia di euro.

Certo, poi vanno riposte in contenitori adatti e conservate con cura. Diverso è il discorso di un trumeau Luigi XIV da esporre in un ingresso importante: arreda e dà un tocco classico alla propria abitazione”, conclude Tresoldi.

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